Accesso Utenti UNIPA

utente unipa

Notizie
Tesserino per l'accesso in biblioteca

La stampa dei tesserini è attiva, potete richiedere anche la versione digitale compatibile con tutti gli smartphone

il tesserino verrà abilitato sia al servizio di prestito e di accesso ai pc

 
Rinnovo dei prestiti

Potete richiedere il rinnovo dei libri in scadenza mandando una e-mail a bibling@unipa.it oppure chiamando il numero 09123862001

 
Questionari
Twitter Follow
accesso utenti esterni



Cambia Lingua
English French German Spain Italian Dutch
Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
Widget by : Joomla Tutorial
calendario prenotazione uni
September 2017
S M T W T F S
27 28 29 30 31 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

Le biblioteche delle Università italiane, vennero considerate fino agli anni Ottanta del Novecento mere “entità di fatto”previste dal Regio Decreto 1° aprile 1909, n. 223 (pag.1, pag. 2, pag. 3) che, per il dettato dell’articolo 3 del Regio Decreto 24 ottobre 1907, n. 733, ne regolamentò per la prima volta il funzionamento.
Presso la Scuola di applicazione per ingegneri e architetti di Palermo (prevista dall'art. 7 del decreto prodittatoriale 17 ottobre 1860, n° 274, convertito col decreto ministeriale del 20 dicembre 1866; il primo anno accademico fu il 1866-1867, ma i precedenti documentati risalgono al Settecento) una biblioteca centrale esisteva, sembra, fin dal 1895, ma le scritture inventariali e gli atti di archivio superstiti testimoniano come un patrimonio documentale si stesse costituendo fin dal 1870 ed un
primo regolamento interno (pag. 1, pag. 2, pag. 3, pag. 4) a firma del direttore della Scuola prof. Michele Capitò venne pubblicato nel 1895.
La fisionomia della Biblioteca sembra essere stata al passo con le acquisizioni della Biblioteconomia gestionale coeva: essa si configurò come un centro di documentazione incaricato di un tempestivo aggiornamento bibliografico e del coordinamento delle attività delle biblioteche annesse ai “singoli Gabinetti” (poi Istituti, oggi Dipartimenti).
Nei decenni successivi la Biblioteca si sviluppò molto lentamente, di certo anche per le ristrettezze di spazio della
sede storica di via Maqueda, 175 (abbandonata nel 1964 con l’inaugurazione del complesso del Parco d’Orleans; ma la Biblioteca rimase in una sede provvisoria al 1° piano dell'attuale edificio 8 del complesso del Parco d'Orleans al 1976): una rilevazione comparativa nazionale del 1929 determinò esservi presenti solo “circa 2.250 volumi”, a fronte di una media per le consorelle di 25.000 volumi.
Come tutte le biblioteche di Facoltà italiane essa venne diretta, fin dopo la circolare ministeriale  28 novembre 1970, n. 7474, da un docente, che nel secondo dopoguerra fu il prof. Camillo De Gregorio, ordinario di Tecnica ed Economia dei Trasporti e fondatore dell’Istituto di Trasporti. Dai documenti e dalle pubblicazioni disponibili si evince che egli molto curò i contatti con le consorelle italiane e straniere e coll’allora fiorente Centro nazionale di documentazione scientifico-tecnica del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L’istituzione del ruolo dei bibliotecari (legge 3 novembre 1961, n. 1255, e successivo DPR 20 maggio 1966, n. 648) non incise sostanzialmente sulla gestione biblioteconomica: le biblioteche dell’Ateneo, se si esclude quella della Facoltà di Lettere e Filosofia, subivano già da anni la disattenzione dell’Amministrazione centrale, anche in conseguenza d’una insufficiente formazione del personale prepostovi (all’epoca una formazione professionale specialistica era possibile solo presso la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”).
Dopo la dipartita del professor De Gregorio e nell'attesa della sede attuale (inaugurata nel 1976) per la Biblioteca s’iniziò un periodo di regresso, ed a ben poco valsero l’impegno di alcuni dei bibliotecari ad essa preposti (tra essi va citato il vice direttore
de facto Giuseppe Tomasello, tecnico grafico di eccezionali capacità e dedizione, che fu incaricato anche dell’impianto presso di essa del Centro stampa della Facoltà di Ingegneria, poi trasferito al Rettorato quale Centro stampa dell’Ateneo), o l’aggregazione ad essa della prima Aula d’Informatica della Facoltà, intitolata al professor Pietro Tortorici.
Dall’estate 2005, col convinto stimolo del Preside prof. Francesco Paolo La Mantia  e degli Organi di governo della Facoltà,  la Biblioteca sta affrontando una laboriosa riorganizzazione interna che vede impegnato a fondo tutto il suo personale, con obiettivi di crescenti efficienza ed efficacia gestionali. Contestualmente ha intrapreso un processo di informatizzazione, in collaborazione con il dott. Francesco Vozza, responsabile dei
Servizi Informatici di  Facoltà.
Nell’attesa della costituzione del Sistema bibliotecario dell’Ateneo (previsto dall’articolo 43 dello Statuto), essa si attiene al regolamento delle Biblioteche di Facoltà approvato dal Senato accademico il 31 marzo 1983, mentre sono in via di elaborazione il nuovo regolamento interno, la nuova carta dei servizi e la carta delle collezioni.
Il suo patrimonio documentale, alla data del 31 dicembre 2003, constava di 20.815 volumi e di 782 periodici (dei quali 171 correnti). Questi ultimi annoverano bibliografie e riviste specializzate italiane e straniere, alle quali si aggiungono tra le fonti normative le
Gazzette ufficiali siciliana, italiana ed europea.
Particolarmente rilevanti sono anche la raccolta completa delle norme UNI (su carta e su magnetico), alla quale si affiancheranno a breve quelle di altri enti normatori, il fondo delle tesi di laurea, quello della manualistica corrente ed i fondi storici (comprendenti alcuni legati di ex-allievi della Facoltà), già utilizzati da cultori della materia per ricostruzioni della storia dell’Ingegneria in Sicilia. Sono in via di ulteriore sviluppo i servizi d’informazione bibliografica, anche per i professionisti esterni, e di formazione per gli Studenti (in collaborazione col Centro di orientamento e tutorato della Facoltà), che si avvarranno anche dell’aula telematica interna di prossima installazione.“Punto di sintesi tra passato e futuro, la
reference library può essere definita la nuova biblioteca che dovremo realizzare” (Giovanni Solimine, La biblioteca. Scenari, culture, pratiche di servizio, Roma-Bari,  Laterza, 2004): questo, in linea con le acquisizioni della Biblioteconomia alle soglie del XXI secolo, è il programma di questa biblioteca.

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo utilizzate. Per maggiori informazioni sui cookie ed il loro utilizzo, vedi la nostra privacy policy.

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information